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Proteggere e isolare le fondazioni dell’edificio con l’EPS

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E’ fondamentale proteggere e isolare le fondazioni dalla pioggia e dalla umidità. Il primo passo per prevenire che l’umidità del terreno danneggi l’edificio è isolare le fondamenta. 

Un edificio salubre deve porre le basi su fondamenta costruite a regola d’arte. Isolare la parte meno visibile dell’edificio permette di risolvere e superare gli aspetti più problematici legati all’interazione con il terreno: la risalita dell’umidità, la formazione di condensa, la trasmissione di vibrazioni, lo scambio di calore. il materiale coibente scelto per questo tipo di applicazione deve possedere alcune imprescindibili caratteristiche: ridotta conducibilità termica, elevata resistenza alla compressione, scarsa propensione all’assorbimento di acqua e umidità, capacità di flettersi evitando rotture, stabilità dimensionale e garanzia di durabilità in condizioni critiche.

Tra i materiali di isolamento adatti per questo scopo figura a pieno titolo l’EPS – polistirene espanso sinterizzato, che possiede tutte le proprietà indicate.

L’EPS è uno dei materiali più utilizzati per l’isolamento termico in edilizia. Trova applicazione dalle fondamenta al tetto. La sua caratteristica più interessante (da cui derivano le sue proprietà) è di essere composto da una struttura a celle chiuse, costituite al 98% di aria

Grazie alla sua struttura l’EPS è un ottimo isolante termico ed è caratterizzato da una buona resistenza meccanica alla compressione per lungo periodo, che permette di sostenere carichi elevati. Ha una scarsa propensione all’assorbimento di acqua e umidità. Le lastre hanno una massa volumica compresa tra 10 e 40 kg/m3 e presentano una grande capacità di galleggiamento che non viene perduta nemmeno dopo prolungata immersione.

Il materiale ha la capacità di flettersi senza rompersi in caso di non perfetta planarità della superficie di appoggio, situazione che può verificarsi negli scavi per le fondazioni. Allo stesso tempo la struttura tenace delle lastre fa sì che non tendano a sbriciolarsi come accade per altri materiali isolanti, garantendo nel tempo la funzionalità e l’integrità degli elementi protetti.

Nell’isolamento delle fondazioni, un altro aspetto importante è l’inerzia del materiale sotto il profilo biologico: l’EPS non costituisce nutrimento per alcun essere vivente, microrganismi compresi, quindi non marcisce, né ammuffisce. Neppure i batteri del suolo lo attaccano. Per la sua stabilità chimica e biologica non costituisce un pericolo per le falde acquifere. 

Altra caratteristica determinante in questo ambito di impiego è il comportamento all’invecchiamento. Oltre 40 anni di impiego in ambito edilizio hanno dimostrato attraverso test effettuati su EPS in opera, che fattori ambientali come temperatura e umidità non ne compromettono le caratteristiche.

Per la sua scarsa propensione all’assorbimento dell’acqua, l’EPS ha l’effetto di isolare le fondamenta dall’acqua presente nel terreno. Se posato in maniera corretta e accompagnato da elementi impermeabilizzanti e da un sistema di drenaggio dell’acqua, costituisce un sistema davvero efficiente per la protezione dalle risalite di acqua. La condensa si forma in corrispondenza di ponti termici, dove il vapore acqueo contenuto nell’aria dei locali condensa a contatto con le pareti fredde. La corretta coibentazione delle strutture di fondazione e degli elementi a contatto con il terreno, realizzabile utilizzando l’EPS, evita la formazione di ponti termici.

Secondo analisi condotte dall’Istituto Fraunhofer di Fisica Edile di Stoccarda, il 15-20% delle perdite di trasmissione termica degli edifici dipende dal pavimento. Isolare le fondamenta consente di limitare queste dispersioni, migliorando l’efficienza energetica dell’edificio.  

Un altro fenomeno per il quale risulta utile utilizzare l’EPS è l’isolamento dalle vibrazioni e dai rumori, fenomeni sempre più rilevanti negli ambienti fortemente antropizzati. Le vibrazioni si trasmettono nel terreno, e quindi nelle fondazioni degli edifici, tramite onde la cui intensità dipende dalla struttura del terreno stesso. La presenza di roccia o di un sottosuolo omogeneo trasmette le onde con minori dissipazioni, rispetto a terreni sciolti e dotati di discontinuità strutturali.

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