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Quando può essere realizzata senza permessi una Pergotenda

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La pergotenda, in alcuni casi, non deve essere considerata come nuova costruzione e può essere realizzata senza permessi. 

Il caso esaminato dai giudici riguarda un ristorante. Il gestore intendeva installare, nel cortile posteriore del locale, una struttura, tipo “pergotenda”, costituita da sei travi di legno, poste a sostegno di una tenda retrattile in materiale impermeabile.
 
Prima di realizzare l’intervento, aveva ottenuto il via libera della Soprintendenza, che aveva accertato che l’immobile non era sottoposto a vincolo, e depositato la Dia (oggi Scia) per l’avvio dei lavori di ristrutturazione.
 
Il Comune si era però opposto, sostenendo che il lavoro da eseguire si qualificasse come una nuova costruzione.

I giudici hanno spiegato che in base alla normativa urbanistica e alle disposizioni comunali, si classificano come nuove costruzioni i manufatti leggeri, anche prefabbricati, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi o magazzini, cioè dotati di una propria autonomia funzionale e utilizzati in modo stabile.
 
Al contrario, le strutture leggere, non tamponate lateralmente su almeno tre lati, sono considerate pertinenziali e meramente accessorie rispetto allo stabile cui afferiscono.
 
Secondo il CdS, la struttura non comportava né un aumento del volume e della superficie coperta, né la creazione o modificazione di un organismo edilizio, né l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio, data la sua facile amovibilità.

Secondo il CdS, la pergotenda realizzata nel ristorante doveva essere considerata come un elemento di arredo esterno, finalizzato a valorizzare la fruizione degli spazi, quindi non subordinata ad alcun titolo abilitativo.

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